Parrocchia S. Maria del Soccorso

LUCA 10, 38 - 42 : GESU', MARTA , MARIA

Ritiro parrocchiale di Avvento: meditazione su Lc 10,38-42

30 novembre 2002

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"Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi.
Pertanto, fattasi avanti, disse: "Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti".
Ma Gesù le rispose: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma di una sola cosa c'è necessità. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta".

E' una scena di ospitalità: Marta accoglie Gesù e i discepoli nella "sua casa". Maria si siede ai piedi di Gesù e Marta resta sola a lavorare. Per questo Marta protesta ed esige da Gesù che esorti la sorella ad aiutarla.
La risposta di Gesù è sorprendente: non esorta Maria, ma Marta. Marta non sta facendo qualcosa di cattivo, anzi faceva la cosa più bella secondo il N.T.: "serviva". Ma, per l'inquietudine, sta dimenticando l'unica cosa necessaria, quella "che viene prima".
La parola chiave del brano è "il Signore" (Kirios) (3 volte): è la visita di Dio nel Verbo incarnato. Maria lascia tutto e fa posto nella sua vita al "Signore". Il centro della vita di Marta invece è ancora Marta, non il Signore.
Ci sono due atteggiamenti fondamentali nella nostra vita:
- o come Maria, sedersi ai piedi del Signore, per accogliere la sua Persona e mettersi in ascolto della sua Parola per farla nostra e viverla;
- o come Marta, realizzare il nostro progetto di vita, mettendo al centro noi stessi anche nel fare il bene e poi pretende che il Cristo vi entri dentro.

1. - ACCOGLIERE GESU' CRISTO NELLA NOSTRA VITA

MARTA: Mostra un amore sincero verso Gesù, adempie i doveri di ospite, perchè vuole bene a Gesù e per senso di dovere; è una donna decisa, pratica, dinamica, che non si perde in tanti discorsi. L'ansia del fare la porta ad arrabbiarsi con sua sorella: pretende che tutti facciano come lei; e poi non è quello il posto di una donna: era vietato alle donne essere discepole! Rimprovera un poco anche Gesù: "Non vedi!" e gli ordina: "Dille". Ha qualcosa da insegnargli.
Accogliere Cristo diventa fare per Cristo, far fare a Cristo. Al centro è lei, che fa, si preoccupa, dà ordini per il buon funzionamento delle cose. La fede diventa dovere morale, fare per Dio, fino al limite di dire noi cos'è giusto che Dio faccia. La gioia dell'incontro diventa ansia del risultato.
* Per noi è un appello a confrontarci con l'atteggiamento di Marta, figura del popolo secondo la legge, cioè con la priorità delle pratiche religiose sull'ascolto della Parola e la preghiera gratuita, con la fede intesa come insieme di doveri da osservare (Cf. i 613 precetti) piuttosto che contemplazione gioiosa e riconoscente dell'amore del Signore nei nostri cuori e nel mondo.

MARIA: E' la stessa che in Gv.12,3 compie l'unzione di Betania. Come Maria di Nazaret, è la discepola, che ha scelto di "stare con Gesù", di sedersi ai piedi del Signore, per ascoltare, capire, accogliere, vivere la Parola senza ansia, in pace, in silenzio, tutta tesa verso di Lui, che racconta la tenerezza del Padre, con il senso del grande dono da accogliere e della grandezza di Colui che le sta parlando: la Persona del Cristo, il Signore. Gioisce della presenza dello Sposo. Vive la beatitudine promessa a tutti coloro che vedono e ascoltano il Signore.
* Per noi è un invito a frequentare il Vangelo, per entrare in comunione con Gesù, stare con Lui, per vivere come Lui e lavorare con Lui nella sua missione oggi.

GESU':   Accolto, in verità è Lui che accoglie ed insegna il mistero dell'accoglienza del Padre nei fratelli. Rimprovera Marta, ma non la giudica. Apprezza l'accoglienza. Le mostra solo l'ansia che le viene dal suo voler "strafare" e l'aver messo in disparte proprio Lui e proprio per volerlo accogliere bene.
Aiuta Marta a superare la sua rabbia verso Maria per cogliere il messaggio che veniva dalla sua scelta: accogliere la sua Persona, farsi discepoli.

* Per noi è un richiamo al fondamento del nostro discepolato. Non consiste nelle cose che si fanno, pure necessarie ed importantissime, ma nell'ascoltare Gesù, per fare l'esperienza di quanto siamo amati dal Padre. E' l'unica cosa necessaria! E' quanto capisce Paolo i Fil.3,11. Non si tratta però di invidiare Maria, sognando nei momenti di stanchezza di stare finalmente a riposo, ma di mettersi, con disciplina interiore ed esteriore, in ascolto del Signore nella sua Parola.

2. ACCOGLIERE LE PERSONE NELLA NOSTRA VITA

Possiamo fare una seconda lettura in un'ottica più vasta: l'accoglienza delle persone che incontriamo, che cerchiamo di servire, sempre guardando Marta, Maria, Gesù.

MARTA: E' una donna attenta agli altri, si spende generosamente; come le hanno insegnato, si preoccupa che l'ospite si senta accolto, come a casa sua. Ma i molti servizi nascono da una sorgente inquinata e sono segnati da turbamento e affanno.
Non pensa di chiedere a Gesù quali erano i suoi desideri, il perchè era venuto, cosa Lui aveva da darle e cosa le chiedeva.
* Cf. Un certo modo di vivere il servizio, di coinvolgerci nei bisogni degli altri, di darsi da fare per rispondere ai loro bisogni, attribuendo loro i nostri gusti, idee, attese e frustrazioni, spesso senza avere parlato con loro a fondo. I poveri divengono un caso da risolvere, un bisogno da aiutare.
* Cf. Il rischio è di mettere al centro noi stessi e far poi nascere giudizi su coloro che non fanno come noi, o su coloro che non rispondono al nostro prodigarci per loro.
Le persone non sono al centro, perchè al centro siamo noi, in nostro prodigarsi e i nostri programmi. Viviamo nell'attivismo, immersi nel fare, nel rispondere a tutte le richieste, sentendoci realizzati o frustrati secondo i risultati. Ma l''attivismo è proiezione di carenze e insicurezze: è un fare angustiante ed inefficace. La vera efficacia evangelica sta nella docilità allo Spirito, nell'amore, nella preghiera.

MARIA:  Ascolta Gesù con calma; ha il senso che averlo incontrato è un dono. Cerca di accogliere la sua vita, le sue preoccupazioni, le sue esigenze profonde. Mette al centro la persona che ospita, non l'ospitalità.
* Ogni incontro è un dono, una ricchezza quando ci si sente in comunione, accolti per quello che si è e non per il ruolo, con il proprio nome, non come un caso da aiutare, un bisognoso o un personaggio. E' accogliere l'altro come altro, in una relazione liberante.
* Questo mi richiede di farmi carico di ciò che l'altro vive e sente; nella fiducia e spesso nella paziente attesa che lui possa fidarsi e accogliermi come amico.
* Vuol dire dargli un posto nella nostra vita, stabilire con lui un rapporto, mentre accogliere un caso chiede solo di fare qualcosa per lui.

GESU':   Non condanna Marta, valorizza l'ospitalità, ma le indica un passo in avanti verso l'essenziale: l'accoglienza della persona. L'educazione ricevuta era un valore, ma doveva aprirsi alla scoperta di un atteggiamento nuovo.
Gesù indica cosa è essenziale nel rapporto con le persone, quello che non sarà mai tolto, anche se ci sembrerà a volte inutile, senza risultati: stare gratuitamente con le persone senza calcolo, per condividere, perchè la realizzazione vera della vita è sentirsi amati ed amare, Dio e le persone, sia per gli sposati che per i celibi.
Gesù non contrappone le scelte di Marta e Maria, ma indica una "priorità", una "unità di vita" da trovare, perchè dall'amore e dalla condivisione gratuita della vita, delle persone, in Cristo, nasce un "fare" come "risposta nell'amore" e come "cammino insieme".

Piste per la meditazione personale e lo scambio nei gruppi

- Quali messaggi di questo brano evangelico mi colpiscono di più nella mia situazione oggi?

- Quali ostacoli nella mia persona, famiglia, società rendono difficile per me il vivere, come Maria, "l'unica cosa necessaria"?

- Quali paletti il Signore mi chiede di mettere, in questo tempo di Avvento, per proteggere questa priorità dell'ascolto? Come possiamo andare controcorrente e regalarci tempo e silenzio?