Parrocchia S. Maria del Soccorso

"Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese" (Ap.2-3)

Ritiro parrocchiale di Quaresima: meditazione su Ap 2-3

16 febbraio 2002

1. - Ap 2,1-7: "All'angelo della Chiesa di Efeso scrivi":

2,1. "Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro:

Cristo si presenta come Messia sacerdotale, presente nella chiesa in preghiera (7 candelabri) e sostegno nel cammino delle comunità cristiane (tiene ben salde nella mano destra le 7 stelle)

2,2."Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i cattivi; li hai messi alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono e li hai trovati bugiardi.

"Conosco": Nella Bibbia, la conoscenza del Signore è particolarreggiata, profonda, dinamica, personalizzata, coinvolgente, amorosa.

2,3. Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti.

Nel giudizio il Signore parte dal positivo, dall'incoraggiamento. Loda la costanza, la perseveranza nelle difficoltà, la rettitudine dottrinale.

2,4. Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di prima.

Ma non basta essere ortodossi, né buoni funzionari.

Rimprovera il raffreddamento dell'amore, il rilassamento dell'entusiasmo, l'intiepidirsi dell'innamoramento iniziale, di quell'amore che dà vivacità e creatività alla vita e alla missione. Cfr. La verifica che fa il Signore non è sul fare, ma sull'amore. Cfr.1Cor.13: Se manca l'amore, manca tutto.

2,5. Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto.

Invito a tornare al fervore antico: al primato della relazione d'amore: Cfr.in Gv.21, Gesù a Pietro: "Mi ami tu?": l'amore è essenziale nella missione. Efeso, 1° chiesa d'Asia, deve presiedere nella carità. Il primato riposa sull'amore. (Cfr. S.Ignazio di Antiochia, lettera ai Romani)

"Da dove sei caduto": a partire dalla tua ferita personale, dal punto nevralgico, dal nervo scoperto (la giuntura dell'anca di Giacobbe). Il cuore povero è condizione necessaria per la conversione.

Quali opere? Dio vuole "una sola opera": la fede, credere nell'Inviato del Padre (Gv.6,28-29). Convertirsi non è fare di più, ma tornare all'essenziale, alla comunione personale con Cristo Vivente.

Se non ti ravvederai, sarai tagliato fuori dalla comunione liturgica e dall'efficacia apostolica. Spengo la tua luce, tu che sei candelabro. Ma, se non irradi luce e non sei sale saporoso, non sei nulla.

2,6. tuttavia hai questo di buono, che detesti le opere dei Nicolaìti, che anch'io detesto.
Il Signore gradisce la difficile coerenza nell'andare controcorrente, per fedeltà alla Parola.

2,7. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore darò da mangiare dell'albero della vita, che sta nel paradiso di Dio.

L'orecchio è sede dell'ascolto. L'ascolto della Parola, nella docilità allo Spirito, è la vocazione cristiana. Solo dopo l'ascolto è possibile il discernimento. Solo l'ascolto della Parola può risvegliarmi dall'intontimento spirituale e ravvivare la mia fede e il mio amore.

Il vincitore (17 volte nell'Apocalisse) è colui che persevera, tiene duro nel tempo, fino alla fine, nella lotta inevitabile per dimorare nell'amore, nella relazione fervorosa a Cristo.

La promessa è l'albero della vita nel Paradiso, già-ora-qui, anche se non ancora nella pienezza. Dove c'è la comunione d'amore a Cristo, c'è la vita nuova: "non morrà in eterno" (Gv.11,16); "ha la vita eterna"; "questa è la vita eterna: che conoscano Te, l'unico vero Dio, e Colui che hai mandato Gesù Cristo" (Gv.17,3). Nel Battesimo il cristiano lascia alle spalle la morte, perché in lui ha cominciato a pulsare la vita eterna (cfr.Rm.6,1…). "Siamo passati da morte a vita, perché amiamo i fratelli" (1Gv.3,14). "Chi ha il Figlio, ha la vita, chi non ha il Figlio, non ha la vita" (1Gv.5,12)

2 - Ap 3.14-22: "All'angelo della Chiesa di Laodicèa scrivi":

3,14. "Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio:

Sono titoli divini, riferiti a Gesù, importanti da meditare per vivere una fede matura in Cristo. Gesù si autodefinisce l'Amen la grandiosa risposta a Dio nell'obbedienza perfetta. Anche il cristiano deve pronunciare il sì inequivocabile a Cristo (2Cor.1,19-20). Cf. Nm.6,24-28; Tob.8,7.

Testimone autentico del Padre e Principio della creazione. Cf: Gv.1,3; Col.1,16; 1Cor.8,6; Eb.1,3

3,15. "Conosco le tue opere: tu non sei nè freddo nè caldo. Magari tu fossi freddo o caldo!

Io solo conosco. Tu, non conosci la tua vera situazione! La tua situazione è di indifferenza, di ottusità morale, di tiepidezza, più nauseante dell'atteggiamento negativo.

3,16. Ma poiché sei tiepido, non sei cioè nè freddo nè caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.

L'immagine veemente del vomito: la nausea che non tollera il compromesso, l'ambiguità, la banalità, il vuoto interiore.

Un forte attacco personale per scuoterla.

3,17. Tu dici: Sono ricco, ho fatto fortuna, non ho bisogno di nulla, ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo.

E' una città ricca, gaudente, presuntuosa, arrogante. Si crede autosufficiente, invece è in uno stato di grande indigenza spirituale. Nella civiltà del benessere, Dio non è combattuto, ma ignorato; il male e il bene si confondono; il peccato non è considerato nella sua drammaticità. L'ottusità rende tiepida ed indifferente la coscienza; si vive come se Dio non ci fosse…

3,18. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista.

Cristo si dichiara disponibile a fornirle tutte le cose necessarie per cambiare. Consigli d'acquisto:

1° l'oro purificato nel fuoco, simbolo dell'amore purificato e rinnovato dallo Spirito;

2° le vesti bianche, segno della grazia, della vita nuova in Cristo;

3° il collirio, simbolo della Parola di Dio che guarisce e illumina lo sguardo di fede, ora malato.

3,19. Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti.

Il giudizio severo di Cristo è frutto soltanto del suo amore, perché riprenda il fervore di prima.

3,20. Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.

L'amore di Cristo è insistente, ma discreto e delicato: sto alla porta e busso. Cfr.Ct.5. Bellezza di questa parabola della salvezza! Cristo, vero Mendicante d'amore, passa e bussa; noi siamo chiusi in noi stessi. Se aprissimo! Ci aspetterebbero la convivialità e l'abbraccio! L'amore del Signore è amore di desiderio, di relazione, di comunione, di attesa, di libertà, di accoglienza, di debolezza. Il Signore ci salva, non dall'Alto, ma venendo a noi, nella nostra miseria, qui-ora, nella discrezione e nell'intimità.

3,21. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono.

Chi vince, partecipa alla pienezza della vittoria del Risorto.

Al di là di ogni immaginazione.

3,22. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

Una parola che va oltre le nostre domande e che anzi insegna le domande prima delle risposte. Il primo ostacolo alla conversione è che pensiamo di saper bene i nostri problemi e cosa domandare a Dio. Si tratta invece di accogliere una Parola di Novità, che mette in luce quello su cui evitiamo accuratamente di interrogarci.

Dio ci conosce amandoci. Solo chi ama conosce veramente.

Cristo ci parla, ci svela chi siamo, ci scuote, ci rimprovera, ci pota, ci consola… perché ci ama, così come siamo, personalmente, nei dettagli, si prende cura di noi, vuole avere comunione con noi e non solo salvarci. Non è uno scrutatore, un giudice imparziale che pesa e misura, ma è l'Amico, l'Amante che ci circuisce e desidera stare con noi.

Come conclusione

1. "Non è mai esistita una comunità perfetta e non tribolata. Siamo chiamati a vivere ed operare in una società e comunità sempre imperfette.

2. L'invito alla fiducia. Il Signore incoraggia sempre. C'è una via di ravvedimento anche per le comunità tiepide e difficili.

3. Cristo Risorto continua ad essere in mezzo a noi. Egli viene a cena nella sua comunità e la serve. Dà loro una promessa ben al di là delle loro opere, meriti o demeriti.

Cristo risorto è il riferimento ad ogni nostra azione, preghiera e speranza." ( Card.C.M.Martini)

"La sintesi delle Lettere dell'Apocalisse è: Holiness first! La santità anzitutto!" (Card.Newman)