Una proposta di adozione a distanza

Per una civiltà dell’amore

Marzo 2002: Una proposta di adozione a distanza

   Circa un anno fa, muoveva i primi passi, presso la nostra Parrocchia, il gruppo Giustizia e Pace, una piccola cellula che si è posta, come primo e minimo obiettivo, di informare la nostra comunità circa i problemi del debito estero, della globalizzazione, delle differenze economiche tra nord e sud del mondo, della vivibilità del nostro pianeta e così via, cercando, per quanto possibile, di guardare oltre l’informazione che arriva dai mezzi di comunicazione di massa.

   Già da un primo approfondimento di queste problematiche, emerge l’amara constatazione della situazione mondiale: l’80 per cento della popolazione della terra vive in condizioni di povertà mentre il restante 20 per cento consuma la quasi totalità delle risorse alimentari ed energetiche del pianeta. La “casa comune” dell’umanità, guidata da pochi, è affidata ad un meccanismo cieco chiamato mercato e, mentre si aspetta che questo meccanismo si autoregoli e faccia posto, prima o poi, a tutti i commensali, per ora solo pochi hanno il biglietto per la sala da pranzo.

   Ma non basta informarsi ed informare per cercare di capire il marchingegno che impedisce ai paesi del Sud del mondo di risollevarsi dalle loro condizioni (come abbiamo fatto e continueremo a fare nel futuro), è invece necessario, con umiltà, tentare di avanzare qualche proposta concreta per contribuire, sebbene nel poco, a creare un mondo più fraterno e solidale.

   Abbiamo deciso così di aderire all’iniziativa “Contro la fame cambia la vita“, una campagna promossa dal Comitato di Collegamento dei Cattolici per la realizzazione di piccoli progetti di sviluppo (chiamati microprogetti) nei paesi poveri.

   Un microprogetto è un’iniziativa di sviluppo che risponde ad esigenze fondamentali di vita di una Comunità del Sud del mondo, ne favorisce la crescita rispettando la cultura locale. L’aiuto economico giunge “in loco” al Missionario attraverso il rispettivo Istituto in Italia. Ogni microprogetto si inserisce sempre in un intervento di sviluppo più ampio, permettendo di valutare quanto lo sforzo profuso contribuisca realmente ad un progetto globale per il Sud del mondo.

Quali microprogetti ?

   Tra i diversi microprogetti proposti abbiamo scelto quelli indicati nel seguito, che rappresentano un primo obiettivo, da migliorare ed allargare in un prossimo futuro attraverso l’adesione ad ulteriori microprogetti.

Un’adozione a distanza presso il nuovo dispensario della Missione dell’Istituto Sacra Famiglia di Spoleto, presso Odiennè, in Costa d’Avorio. La zona di Odiennè è povera sia di risorse naturali sia di strutture sociali e necessita di dotazioni farmaceutiche-sanitarie quali vaccini, siringhe per terapia, materiale per medicazione, medicinali vari, latte per neonati ed omogeneizzati. Suor Rosaria Giacone, responsabile in loco, per prevenire le epidemie, nutrire i bambini ed educarli ad un’igiene alimentare corretta, ha bisogno di aiuto da parte di tutti noi. Con l’adozione (250,00 Euro), potremmo aiutare un bambino nelle cure di cui necessita per un anno;

Un progetto di Assistenza medico/infermieristica presso la Missione Carmelitana di Nioka, nel Congo, dove P. Mario Serra è parroco di circa 60.000/70.000 persone, prive di ogni cura medico/infermieristica. L’aiuto serve ad acquistare le medicine più urgenti ed essenziali e per costruire una piccola struttura per gli abitanti della zona. Le malattie sono tante, non vi è né acqua canalizzata né pozzi, neppure nel centro parrocchiale. Questa gente è molto buona: durante la guerra ha soccorso con generosità i missionari nascondendoli e salvandoli. Con l’adesione a questo microprogetto (125,00 Euro) potremmo contribuire ad assistere le persone di Nioka per un anno;

Un’Adozione scolastica presso Kinshasa, nel Congo. In una parrocchia alla periferia di Kinshasa, superpopolata e con tanti bambini, molte famiglie non possono mandare i figli a scuola per le ristrettezze economiche. Accanto alla chiesa della Parrocchia Saint Laurent si trova una scuola di istruzione primaria dove potrebbero andare molti più bambini se solo avessero un aiuto. Padre Jacobs Suana, novello parroco vicino alla gente perchè nato in quella città è un po’ spaventato da quello che lo attende e chiede se possiamo dargli una mano. Con una spesa annua di 125,00 Euro, potremmo contribuire a mandare a scuola un bambino congolese.

   L’impegno economico annuo totale che intendiamo assumerci è pari quindi a 500,00 Euro.

Per aderire

   Chi intende unirsi a quest’iniziativa potrà comunicare la propria adesione al Parroco Don Pino o presso la segreteria parrocchiale, indicando l’importo annuo che si impegna a versare. La quota potrà essere versata in unica soluzione o mensilmente. Al fine di garantire continuità e puntualità nei contributi, si raccomanda di versare le quote entro il giorno 10 di ogni mese. I versamenti potranno essere effettuati nei seguenti giorni ed orari:

– Martedì e Giovedì dalle 17:30 alle 19:00 presso la Segreteria Parrocchiale (Claudio Bonfigli);

– Domenica alla S. Messa delle ore 9:30 (Andrea Mazzoni);

– Domenica alla S. Messa delle ore 11:00 (Giorgio Arezzi).

   Su indicazione del Comitato di Collegamento dei Cattolici, i versamenti verso i missionari potranno essere effettuari semestralmente o in tre rate quadrimestrali.

   L’Istituto in Italia prima ed il Missionario interessato presente in loco poi, invieranno conferma dell’avvenuta ricezione dei versamenti più una serie di ulteriori notizie di dettaglio circa il microprogetto avviato. Queste informazioni saranno prontamente messe a disposizione degli aderenti all’iniziativa.

   Le quote indicate per ciascun microprogetto sono relative ad un anno di attività. Quindi, a chi aderisce all’iniziativa qui proposta e decide per la sottoscrizione mensile, è caldamente richiesto di impegnarsi a versare le quote per almeno un anno. Poichè i microprogetti finanziati corrispondono a bambini e persone concrete, i missionari, comunque, richiedono che un determinato microprogetto venga finanziato per un minimo di tre anni, per evitare che venga avviata l’assistenza nei confronti di un bambino e che questa debba poi interrompersi per mancanza di continuità nella sottoscrizione.

 

   Realizzare microprogetti presso i Paesi del Sud del mondo significa sostenere concretamente lo sviluppo sociale ed economico di quei paesi, significa offrire ad un bambino (ed alla sua famiglia) una risposta umana complessiva, agendo alla radice della povertà e togliendo dalla miseria il bimbo che domani potrà sviluppare sé stesso, la comunità in cui vive ed il suo Paese, senza essere obbligato ad abbandoni dolorosi per improbabili migrazioni verso i ricchi paesi del Nord.

   La costruzione di una civiltà dell’amore è anche una risposta concreta all’immigrazione clandestina, a differenza dell’esclusione e dell’isolamento, che producono solo odio, paura del diverso e ribellione.

   Lo spreco e l’immoralità dei costumi ci allontanano dai nostri fratelli che hanno fedi e culture diverse dalla nostra e vivono in situazioni estreme di fame, di miseria, di povertà.

A cura del Gruppo Giustizia e Pace