Per un futuro senza debiti

PER UN FUTURO SENZA DEBITI DI GUINEA E ZAMBIA

   Debito estero in pillole

    Tra il 1980 ed il 1996 l’Africa subsahariana ha pagato due volte l’ammontare del suo debito estero: ma oggi è tre volte più indebitata di 16 anni fa. Nel 1997 doveva ai suoi creditori 235.400 milioni di dollari: nel 1980 ne doveva 85.300.

    In Zambia, tra il 1990 ed il 1993, il governo ha investito 37 milioni di dollari nell’istruzione elementare, mentre ha pagato 1.300 milioni di dollari per gli oneri del debito. Per ogni dollaro investito nell’istruzione elementare, il governo ne paga 35 al gruppo dei paesi ricchi.

    L’Unicef ha calcolato in 9 miliardi di dollari le risorse addizionali da investire nell’Africa subsahariana per salvare la vita a 21 milioni di persone; ogni anno la stessa regione versa 13 miliardi di dollari per onorare i debiti.

    Per un dollaro che diamo in aiuto al Sud, ne ritornano tre al nord per rimborsi del debito.

    L’Italia è al quinto posto nella classifica mondiale dei paesi creditori, dopo Stati Uniti, Francia, Germania, Giappone. I debiti complessivi dei paesi del Sud verso l’Italia ammontano a oltre 60.000 miliardi di Lire.

    272 miliardi di dollari ha incassato, nel solo 1997, il Sistema Finanziario internazionale dai paesi del Sud, per interessi e rate di ammortamento del debito estero.

    360 dollari, ogni bambino che nasce nel Sud deve “restituire” al Nord.

    0,7% del PIL mondiale è la quota del debito estero dei paesi più poveri.

    6 Piani Marshall è l’equivalente di denaro con cui i paesi in via di sviluppo hanno finanziato i paesi ricchi dal 1982 al 1990.

    Una speranza per Zambia e Guinea.

    La Chiesa italiana ha scelto, per la cancellazione del debito estero, due paesi africani, lo Zambia e la Guinea. La scelta è frutto di una selezione effettuata secondo diversi criteri: la dimensione del debito in relazione alla consistenza economica del paese (debito/PIL), il debito verso l’Italia, l’indice di sviluppo umano, la percentuale di popolazione sotto la soglia di poverà assoluta, la mortalità infantile, l’accesso all’acqua, la scolarizzazione, ecc…

    In entrambi i Paesi è stato avviato un lavoro di selezione dei progetti che prevede una prima azione di analisi dei bisogni. In ognuno dei due Paesi, un gruppo di economisti e sociologi sta prendendo in considerazione cinque settori: sanità, educazione, sicurezza alimentare, occupazione, infrastrutture.

    Un Gruppo di Lavoro, costituito dalla Chiesa e dalla società civile locale che lavorano in dialogo con il comitato italiano, provvederà, durante l’anno, a scegliere le priorità a cui rivolgersi e in comune accordo selezionare i singoli progetti da finanziare. Alla fine dell’anno Giubilare, questo lavoro produrrà una lista di progetti che verranno inseriti come parte integrante dell’accordo di conversione del debito, da firmare con i due governi, in modo da iniziare l’anno 2001 con l’immediato avvio dei progetti.

    Possiamo oggi affermare che le migliaia di miliardi di dollari dati in prestito nel corso dei decenni non sono serviti a migliorare le condizioni dei Paesi in via di sviluppo. C’è, quindi, urgenza di elaborare un nuovo modello di sviluppo che non si porti appresso la zavorra del debito, e contemporaneamente di ripensare il nostro sistema, che troppo spesso sottrae dignità alle persone che vivono nel resto del pianeta.

    Dobbiamo camminare “insieme”, col coraggio di fare cose piccole ma nuove, perchè il problema del debito non è un problema di finanze, ma di giustizia e dignità per tutti.

    Scheda informativa di Guinea Conakry e Zambia.

    GUINEACapitale è Conakry, la popolazione è di 7.300.000 abitanti. Il suo debito estero ammonta a 3.520 milioni di dollari ed è quasi uguale al Prodotto Interno Lordo. Solo nel ’97 ha versato ai creditori 55 milioni di dollari di interessi. La vita media è di 46 anni, la mortalità infantile entro il primo anno di vita è del 12,6%, mentre entro i cinque è del 20,1%. Il 26,3% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno.

    ZAMBIACapitale è Lusaka, la popolazione è di 8.600.000 abitanti. Ha un debito estero totale di 6,758 milioni di dollari. Solo nel ’97 ha sborsato ai creditori ben 73 milioni di dollari di interessi. La vita media è di 40 anni, la mortalità infantile entro il primo anno è del 11,2%, entro i cinque anni è del 20,2%. L’84% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno.